Salerno

Salerno è una città portuale a sud-est di Napoli, capoluogo di provincia. La provincia di Salerno, una provincia florida e ricca di storia, cultura e paesaggi mozzafiato. Basti pensare alla Costiera Amalfitana, al Cilento, agli Scavi Archeologici di Paestum e alla meravigliosa Certosa di Padula.

Salerno è una città bellissima: ricca di storia, are e cultura.

Sulla sommità del Monte Bonadies, l'antico Castello di Arechi regala scorci marini, oltre a ospitare un museo di ceramica e monete medievali. La Cattedrale cittadina sorge sui resti di un tempio romano. I suo tratti distintivi solo i portali bizantini in bronzo, una cripta barocca e un altare in marmo. Presso il Giardino terrazzato della Minerva si coltivano piante medicinali fin dal XIV secolo, ma Salerno è ancora altro

Perché visitare Salerno


Salerno – Un'immersione tra presente e futuro

Se deciderai di visitare Salerno, troverai il mondo in una Provincia: una varietà di panorami e realtà naturali, ricche di storia, leggenda e tradizioni in attesa di essere scoperte. La città di Salerno gode di un clima mite per la maggior parte dell'anno ed è conosciuta per la sua eccellente cucina. Qui, tradizione e modernità, si fondono perfettamente attraverso recenti trasformazioni urbane che si integrano con il glorioso passato dell'antico principato Longobardo.

Salerno – Tra Architettura e Infrastrutture

Salerno è una delle mete turistiche italiane che sta attuando un programma di trasformazione urbana, la quale sta cambiando, progressivamente e radicalmente, il volto della città. Da anni è sempre più visibile una vera e propria rivoluzione urbana che, oltre a coinvolgere la costruzione di importanti infrastrutture, presenta straordinarie opere di architettura contemporanea. Questi progetti architettonici di alta qualità stanno cambiando il destino e la vita della comunità locale, oltre a diventare importanti attrazioni turistiche per Salerno nel mondo.

Salerno – Prodotti tipici e gastronomia

In un territorio in cui Madre Natura è stata così generosa, durante la vostra visita non è possibile dimenticare di assaporare almeno uno degli innumerevoli piatti tipici della cucina Salernitana che rimandano alla memoria una vita salubre ed il sapore di ingredienti genuini e freschi. La combinazione perfetta di salute e piacere di sedere a tavola con amici e parenti. Una cucina ricca di verdura, legumi, olio extravergine d'oliva, carne, pesce e formaggi che fanno da cornice alla dieta mediterranea.

Salerno - Tra la Costiera Amalfitana e Cilento

La provincia di Salerno fa del turismo il suo punto di forza. Salerno vanta di una storia che si può leggere nei numerosi monumenti che rappresentano un vero e proprio "museo all'aperto", un'esperienza indimenticabile per i numerosi turisti che amano l'arte e la cultura e trascorrere movimentate vacanze estive o piacevoli soggiorni natalizi. Dalla stazione ferroviaria di Salerno è possibile raggiungere tutti i siti di maggiore interesse della Costiera Amalfitana come: Positano, Amalfi, Vietri Sul Mare, Ravello, nonché di scoprire le terre selvagge del Cilento.

Duomo di Salerno

La Cattedrale di San Matteo a Salerno, o Duomo di Salerno, fu fondata da Roberto il Guiscardo e consacrata da Papa Gregorio VII, ufficialmente inaugurata nel marzo 1084. L'attuale struttura risale al terremoto del 5 giugno 1688, quando è stata completamente ricostruita. L'ingresso principale è stato modificato, il suo cortile è circondato da un passaggio coperto sostenuto da ventotto colonne semplici con archi e una serie di tombe romane intorno alle mura. Sul lato meridionale della cattedrale si trova il campanile che risale al XII secolo.

La cattedrale di Salerno presenta una pianta articolata in un corpo longitudinale a tre navate con uno orizzontale, il transetto, con tre absidi e quadriportico. Il primo elemento di novità è dato dalla forma della cripta ad aula con lo spazio scandito da colonne e con le absidi in corrispondenza con quelle del transetto superiore. La cripta custodisce le spoglie mortali di San Matteo. La leggenda della traslazione vuole che le reliquie siano state portate a Salerno da Gisulfo I nel X secolo ed in seguito nel 1081, quando fu costruita la nuova cattedrale dedicata all'evangelista, furono deposte nella cripta destinata a custodirle.

La decorazione scultorea di tutto il Duomo di Salerno è caratterizzata da una forte presenza di animali: a partire dall'ingresso, vi troviamo un leone e una leonessa che allatta il suo piccolo, simboli della potenza e della carità della chiesa; l'architrave raffigura oltre al traliccio di vite, i datteri beccati dagli uccelli, un'allusione al nutrimento spirituale dell'anima ed inoltre, la scimmia ed il leone posti agli estremi che simboleggiano, rispettivamente, l'eresia e la verità della chiesa; ma anche all'interno propone elementi decorativi con animali propri del patrimonio medievale: leoncini, cavalli, centauri.

Per i visitatori:

Le visite alla Cattedrale di Salerno non sono consentite a viva voce, ma è necessario l'utilizzo di strumenti idonei auricolari (per ulteriori informazioni consultare l'Infopoint)

Non sono permesse per le visite guidate durante le celebrazioni eucaristiche e conferenze, incontri di preghiera e del Sacro Triduo Pasquale (Giovedì, Venerdì, Sabato).

Si prega di tenere i telefoni cellulari spenti e di non utilizzare macchine fotografiche con flash.

Per un abbigliamento consono al luogo, pantaloncini o abiti succinti non sono ammessi.

Verrà negato l'accesso a tutti coloro che non rispetteranno tali disposizioni.

Castello Arechi

Il Castello Arechi di Salerno è un castello medievale, situato ad un'altezza di circa 300 metri sul livello del mare, con vista sulla città e sul golfo. È denominato Arechi perché la costruzione di questa fortificazione è associata, per tradizione, al duca longobardo Arechi II.

La più antica fase di costruzione, secondo alcune indagini archeologiche, risale al VI secolo ed è opera di artigiani goto-bizantini al periodo di Narsete. Altri studiosi invece hanno dichiarato che il primo forte sul colle Bonadies è stato costruito nel terzo secolo, in epoca tardo romana. Il castello, però, ha assunto grande importanza militare nel XVIII secolo, con il principe longobardo Arechi II che, anche se non ha introdotto importanti modifiche al forte, ne ha fatto il  sistema di difesa della città. Nel 774 questo principe esaminò la posizione strategica della città di Salerno e ne fece la residenza della corte del Ducato di Benevento. Infatti, la città rappresentava una testa di ponte per il commercio e per controllare gli scambi con altre regioni del Mediterraneo. Di qui la sua attenzione alle fortificazioni: il castello divenne il vertice di un sistema di difesa a triangolo, le pareti ricadevano lungo i pendii della collina Bonadies cingendo tutta l'antica Salernum verso il mare.

Il castello è costituito da una sezione centrale protetta da torri, unite tra di loro con una cinta muraria merlata. Al periodo normanno-angioino appartiene la torre della Bastiglia, su una collina che sovrasta il monte Bonadies a nord; costruita per assicurare il controllo del castello sul medesimo versante, fu così chiamata nell'800 perché ritenuta erroneamente una prigione, mentre le carceri si trovavano all'interno dello stesso castello.

Dopo un lungo periodo di abbandono seguente l'unità d'Italia, il castello, mentre di proprietà privata ed abitato da una famiglia di fattori, divenne, nel 1960, per volontà del Presidente Girolamo Bottiglieri, di proprietà della Provincia di Salerno, che iniziò i lavori di restauro.

Recentemente (2001) è stato riaperta la vicina Bastiglia. Il 1° marzo del 1992, Poste Italiane ha dedicato un francobollo.

Il giardino di Minerva

Il Giardino della Minerva è stato creato nel XVIII secolo da Matteo Silvatico, un medico importante della famosa Scuola Medica Salernitana, la più antica università di medicina nel mondo, tra i più grandi titoli di vanto della città di Salerno. Il dott. Silvatico realizzò in questo giardino il primo esempio di orto botanico: uno spazio didattico dove i medici insegnavano agli allievi a riconoscere i “semplici”, le piante utilizzate per curare le malattie. Un giardino che Silvatico arricchì di specie rare ed esotiche scoperte nel corso dei suoi innumerevoli viaggi.

Dopo il restauro del 2001 nel giardino sono state messe a dimora numerose piante, anche rare, dando particolare rilevanza a quelle specie citate nel Regimen Sanitatis Salernitanum e nell'Opus Pandectarum Medicinae, che venivano usate nel medioevo come piante medicamentose. In particolare è presente nel giardino la leggendaria mandragora, pianta che si riteneva dai poteri straordinari.

Oggi, gli storici Giardini della Minerva rappresentano uno dei più importanti e significativi pezzi della rinascita del centro storico di Salerno. Sviluppati negli anni novanta, sono tappa fondamentale di tutti i principali tour della città.

Il giardino, in sinergia con la "Fondazione Scuola Medica Salernitana", e con alcune associazioni locali, offre animate visite guidate, servizi di accoglienza e di ristoro culturale, in linea con la storia dei luoghi e la memoria della Scuola Medica Salernitana. Sono inoltre tenute attività didattiche e scientifiche.

All'interno del Giardino della Minerva, è possibile trovare alcune piastrelle dipinte medievali, scoperte durante il restauro di Palazzo Capasso. Il giardino ospita mostre ed eventi di particolare interesse in tutte le stagioni. Il ristoro è gestito da Nemus Association, specializzata nella preparazione di tisane con i prodotti locali e certificati. Il 3 maggio 2008 è stato inaugurato a Salerno, nel Giardino della Minerva, il Museo della Farmacia in memoria di Rosario Mazzella. Grazie alla generosità della Dott.ssa Maria Antonietta Petruzzi Mazzella che, con l'obiettivo di creare una mostra, ha concesso in comodato d'uso all'amministrazione comunale materiali d'epoca appartenenti al padre, un farmacista stimato; i materiali e libri di valore sono in mostra nel Palazzo Capasso.

Teatro Verdi

La costruzione del Teatro Municipale Giuseppe Verdi di Salerno fu approvata dal Consiglio Comunale il 15 dicembre 1863, su proposta dell'allora Sindaco Matteo Luciani.

La progettazione e la direzione dei lavori furono assegnati agli architetti Antonio D'Amora e Giuseppe Manichini che basarono la loro teoria sulle misure e le proporzioni del Teatro San Carlo di Napoli. Le opere di decorazione furono invece dirette da Gaetano D'Agostino. Il teatro fu inaugurato il 15 aprile 1872 con la rappresentazione del Rigoletto; mentre il 27 marzo 1901 il teatro fu intitolato a Giuseppe Verdi, che morì il 1° gennaio di quell'anno.



Il teatro Verdi di Salerno è stato chiuso per 14 anni a causa del terremoto del 1980, fin quando il 6 luglio 1994, durante le celebrazioni per il 50° anniversario di Salerno Capitale, fu riaperto al pubblico.

Il restauro ha portato alla luce il particolare storico e artistico che lo rendono ancora il più prezioso teatro ottocentesco, tra i pochi in Italia, perfettamente conservato.

Il teatro è oggi sede, oltre alla Stagione Lirica, balletti e musica concertistica, di stagioni teatrali, festival, concerti, eventi per i giovani, laboratori e stagioni di ricerca. Migliaia di studenti hanno imparato a conoscere ed apprezzare il teatro, grazie alle visite guidate. La sensibilità dell'amministrazione comunale ha fatto sì che la città finalmente possa trovare un tempio della musica e della cultura. A coronamento di un percorso storico della musica, è giunto in occasione del decimo anniversario, la nomina di un direttore artistico del calibro di Daniel Oren, che ha dato al teatro Verdi un'adeguata risonanza internazionale.