Posillipo e Marechiaro

Posillipo è un quartiere residenziale collinare della città ed è la parte panoramica, quella da cui puoi godere degli scorci più belli della città e ti puoi perdere guardando l’infinito del mare e lo splendido Golfo di Napoli con il Vesuvio proprio di fronte a te! È indescrivibile l’emozione che vivrai quando ti troverai sulla Panoramica Via Petrarca o quando passeggiando attraverso il Parco Virgiliano arriverai ad uno strapiombo dal quale potrai vedere non solo Napoli ma anche tutto il litorale Flegreo, Pozzuoli e su fino al Monte di Procida ed Ischia.

Ma la collina di Posillipo non ti offre solo un suggestivo panorama, ma anche luoghi di interesse storico ed un piccolo angolo di paradiso, Marechiaro, che ti descriverò qui di seguito.

Il nostro blog è costantemente aggiornato e ti offrirà non solo spunti su cosa visitare, ma ti darà dettagli tecnici dei singoli monumenti di Napoli.


Parco archeologico di Posillipo

Il parco archeologico-ambientale di Posillipo o del Pausilypon è un'area archeologica aperta nel 2009. L'accesso al Parco ai visitatori è da discesa Coroglio 36, attraverso l'imponente Grotta di Seiano. Il parco offre numerose testimonianze archeologiche nonché naturalistiche e paesaggistiche trovandosi in uno dei luoghi più belli della città, ovvero lungo la costa di Posillipo. Tra i reperti più importanti vi sono la grotta di Seiano, il parco sommerso di Gaiola, la villa imperiale di Pausilypon, il teatro dell'Odeon ed il palazzo degli Spiriti.

La grotta di Seiano

La grotta di Seiano è un traforo lungo 770 m, scavato in epoca romana nella pietra tufacea della collina di Posillipo, che congiunge la piana di Bagnoli (via Coroglio) con il vallone della Gaiola, passando per la baia di Trentaremi. Deve il nome a Lucio Elio Seiano, prefetto di Tiberio, che secondo la tradizione nel I secolo d.C ne commissionò l'allargamento e la sistemazione; il primo traforo era stato realizzato per collegare la villa di Publio Vedio Pollione e le altre ville patrizie di Pausilypon ai porti di Puteoli e Cumae.

Caduta in disuso e dimenticata nel corso dei secoli, fu rinvenuta casualmente durante i lavori per una nuova strada nel 1841 e subito riportata alla luce e resa percorribile per volontà di Ferdinando II di Borbone, diventando meta di turisti. Nel corso della  Seconda guerra mondiale fu utilizzata come rifugio antiaereo per gli abitanti di Bagnoli.

La villa imperiale di Pausilypon

Attraverso l'imponente grotta di Seiano si accede al complesso archeologico-ambientale che racchiude parte delle antiche vestigia della villa del Pausilypon. La Villa Imperiale, detta anche Villa di Pollione, fu fatta erigere nel I secolo a.C. e grazie alla sua posizione molto ambita divenne dunque residenza imperiale di Augusto, e di tutti i suoi successori.

Il teatro

Qui, nell'incanto di uno dei paesaggi più affascinanti del Golfo, è possibile ammirare i resti dell'imponente teatro capace di 2000 posti, dell'Odeon e di alcune sale di rappresentanza della villa le cui strutture marittime fanno oggi parte del limitrofo Parco sommerso di Gaiola, su cui si affacciano i belvedere a picco sul mare del Pausilypon.

Il palazzo degli Spiriti

Il palazzo degli Spiriti (o villa degli Spiriti) è un complesso archeologico che insiste lungo la costa di Posillipo, nei pressi di Marechiaro. Fu costruito nel  I secolo a.C. ed era appartenuto ad un ninfeo alle dipendenze della villa del ricco liberto romano Publio Vedio Pollione (ovvero la villa imperiale di Pausilypon).

Il parco sommerso di Gaiola

Le escursioni in mare consentono di ammirare i resti della villa imperiale sommersi nonché l'ambiente naturale marino-costiero ricco e variegato. Il parco sommerso della Gaiola viene dichiarata area marina protetta con decreto interministeriale del 2002.


Marechiaro

Marechiaro è un piccolo borgo che negli anni sessanta è stato uno dei simboli della dolce vita in Italia diventando famoso per le sue frequentazioni hollywoodiane, per i suoi ristoranti tipici che affacciano sullo splendido panorama del golfo e per il caratteristico "Scoglione".

Da Marechiaro inoltre si può ammirare la vista panoramica dell'intera città di Napoli, del Vesuvio, fino ad arrivare alla penisola sorrentina e all'isola di Capri che compare esattamente di fronte alla tipica spiaggetta del borgo. Il particolare che più ha contribuito alla mitizzazione di questo borghetto è la cosiddetta Fenestella (in italiano finestrella). La leggenda narra che il poeta e scrittore napoletano Salvatore Di Giacomo, vedendo una piccola finestra sul cui davanzale c'era un garofano, ebbe l'ispirazione per quella che è una delle più celebri canzoni napoletane: Marechiare. Tutt'oggi la finestra esiste, e c'è sempre un garofano fresco sul davanzale, oltre ad una lapide celebrativa in marmo bianco con sopra inciso lo spartito della canzone e il nome del suo autore.


Parco Virgiliano

Se vuoi trascorrere dei momenti di relax con una piacevole passeggiata immerso nel verde e con fantastici panorami da vedere ti consiglio di andare al Parco Virgiliano. Realizzato negli anni 20 e aperto nel 1931, il Virgiliano oggi è identificato come "Il Parco letterario", ispirandosi al tema de "La Napoli del Grand Tour", e attraverso nuove installazioni di cartelloni (con brani o pensieri di viaggiatori del Settecento, come ad esempio Goethe) in punti panoramici dovrebbe diventare simbolo del passaggio a Napoli nel Grand Tour ed evocare impressioni e sensazioni espresse da artisti dell'epoca.

Ciò che rende straordinario questo Parco è la grande possibilità che offre ai visitatori: in un solo colpo d'occhio infatti, è possibile osservare le isole di Procida, Ischia e Capri, l'isolotto di Nisida, il golfo di Pozzuoli, i quartieri di  Agnano, Fuorigrotta, Rione Traiano,  Pianura, l'Eremo dei Camaldoli, il golfo di Bacoli ed il promontorio di Capo Miseno, Monte di Procida, il Vesuvio, la costa vesuviana, la Penisola sorrentina, la Baia di Trentaremi con i suoi resti archeologici ed il  centro storico di Napoli.


Le Rampe e la Chiesa di Sant’Antonio

Il panorama che si ha la possibilità di ammirare dalle rampe di Sant’Antonio a Posillipo, dette anche tredici discese di Sant’Antonio, è sicuramente assai suggestivo e di raro fascino. Esse prendono il nome dall’omonima chiesa che si trova lì collocata. L’edificazione delle tredici rampe fu voluta dal viceré Ramiro de Guzman duca di Medina, come si legge anche nella lapide in latino posta sulla I rampa che sale da piazza Sannazaro, in modo da rendere il percorso più agevole per i pellegrini che intendevano raggiungere il complesso, assurto nel frattempo a santuario antoniano. Le strette e impervie curve a gomito delle rampe di Sant’Antonio permettono di vedere una Napoli misteriosa e affascinante, nuove prospettive emergono dagli scorci di queste impervie stradine.

Una volta percorse le tredici discese ci ritroviamo di fronte alla terrazza di Posillipo. Una vera cartolina e ogni parola usata non potrebbe mai rendere l’idea di questo panorama così elegante ed armonioso. Il Vesuvio erge imperioso, un belvedere pittoresco, che si può abbracciare con lo sguardo e permette di perdersi nei meandri di una vera e grande bellezza.


Villa Rosebery

La villa è stata costruita come residenza reale ed è una delle tre residenze ufficiali del presidente della Repubblica Italiana e per questo motivo non visitabile, se non in alcuni periodi dell'anno. La villa deve la sua origine all'iniziativa dell'ufficiale austriaco Joseph Von Thurn, che a partire dal 1801 acquistò alcuni su capo Posillipo per erigervi una residenza di campagna circondata da un giardino, nonché da ampi frutteti e vigneti. La proprietà fu acquistata nel 1857 da Luigi di Borbone, e solo nel 1897 da Lord Rosebery, statista britannico che era stato capo del gabinetto dal 1894 al 1895. Ritiratosi a vita privata, Lord Rosebery rese la villa un'oasi di tranquillità accessibile solo a selezionati amici e studiosi, incrementando la sua collezione di quadri e stampe acquistate presso antiquari napoletani. Nel 1909, lord Rosebery decise di cedere l'uso della proprietà al governo inglese.

Villa Rosebery divenne così una sede di rappresentanza e villeggiatura per gli ambasciatori inglesi in Italia, finché nel 1932