Le trattorie a Napoli

Napoli è una città famosa per la pizza. Spendi poco e mangi bene. Ma non è vero. Nel senso che puoi mangiare molto altro, oltre la pizza, e spendere poco.

Le trattorie sono un’ottima scelta per chi vuole mangiare bene, assaggiando la cucina tradizionale e spendendo poco.

Trattoria da Nennella


Vico Lungo Teatro Nuovo 103-105, Napoli

Un pranzo da Nennella nei Quartieri Spagnoli.

Se il programma turistico fosse un tema, ecco, Nennella è da cerchiare in rosso ed evidenziare fino a bucare il foglio.

Oltre ad una folkloristica accoglienza del personale la trattoria offre, a prezzi modici, piatti tradizionali locali ed anche diversi piatti di cucina mediterranea spesso utilizzando la grande opportunità di poter acquistare giornalmente il pesce appena pescato.

Pasta e patate con la provola, pasta e ceci, minestra di scarole e fagioli, spaghetti olive e capperi, filetto di pomodoro, gateaux di patate, mangiare da Nennella è come mangiare a casa!

Osteria della Mattonella

Via Giovanni Nicotera, 13

La Genovese di Antonietta è famosa in tutta la città: la prepara al massimo due volte la settimana, versando lacrime per pelare chili di cipolle. Voi le versate dopo averla assaggiata mentre vi commuovete alla vista delle famose ‘riggiòle’ napoletane. L’osteria esiste dagli anni ’50 ed è stata rilevata dalla famiglia Marangio all’inizio degli anni ’70. In cucina c’è Antonietta Imperatrice, nata in Via Speranzella, nel cuore dei quartieri spagnoli.

Osteria da Teresa dal 1913

Via Kerbaker, 58

Le polpette al sugo si possono preparare in vari modi: fritte in bianco o al sugo, meglio se ragù. Quelle più buone di Napoli si mangiano a via Kerbaker, al Vomero, da Teresa, centenaria osteria a conduzione familiare della famiglia Sorvino. Qui le polpette sono prima fritte e poi calate nel sugo. C’è sempre la fila fuori la piccola trattoria per assicurarsi una porzione di polpette seguita da doverosa ‘scarpetta’.

Locanda Ntretella


SALITA S. ANNA DI PALAZZO 25

Porta il nome della fidanzata di Pulcinella, maschera per antonomasia di Napoli, questa minuscola, ma accogliente trattoria gestita con passione e signorilità, dove gustare una cucina verace a prezzi imbattibili. Una piacevole esperienza gastronomica a meno di 30 € (35 € nelle città capoluogo e turistiche importanti): buoni prodotti ben valorizzati, un conto ragionevole, una cucina con un eccellente rapporto qualità/prezzo

Specialità: risotto alla pescatora, pastiera o zuccotto.

Il Porto dei Sapori


Molo Immacolatella Vecchia, Napoli

Quattro generazioni in cucina, il nome è cambiato negli anni, tutti a Napoli lo conoscono come Don Antonio, il papà di Biagio e Giovanni, attuali ‘osti’ di questo ‘porto di mare’ che accoglie tutti già dalle 11 del mattino e sino a pomeriggio inoltrato. Cucina napoletana al completo, anche di terra, ma il gigantesco calamaro alla brace è un mito. Cotto a puntino, condito con ‘miscela’ segreta di Giovanni, è calloso, saporito e, cosa rara, pure digeribile.

La Campagnola

Via dei Tribunali, 47, Napoli

Nel cuore dei decumani La Campagnola  è in via Tribunali da quasi 70 anni, sosta strategica per visitare il centro storico di Napoli. Qui, oltre a tutti i must della cucina verace, scegliete un piatto della cucina “degli avanzi”: le ‘manfredi’ con ragù e ricotta. Un antico formato di pasta ondulata ai margini, di origine pugliese, della città di Manfredonia. Ragù della domenica ben caldo, da amalgamare con ricotta e parmigiano. E da finire con scarpetta.

Totò, Eduardo e pasta e fagioli

Corso Vittorio Emanuele, 514, Napoli

A Corso Vittorio Emanuele, altezza Piazza Mazzini, da oltre 50 anni, c’è la trattoria di Mario Bianchini, con bellissimo terrazzo e panorama mozzafiato sul golfo di Napoli. Atmosfera casalinga e tanti piatti ‘espresso’ come i bucatini ‘o scarpariello.

 

La Cantina di Via Sapienza

Via Sapienza,40, Napoli

La parmigiana di melanzane è un fatto serio. Piatto jolly da mangiare tiepido o freddo in tutti i momenti della giornata, come primo, contorno o in mezzo al pane ( ‘a marenna napoletana). Secondo Raffaele Bracale, studioso della napoletanità,  la parmigiana non ha origini nel sud Italia, ma nella città del Ducato di Parma da dove nel 1731 emigrò verso il Regno di Napoli e lì prese stabile dimora. La parmigiana più buona si mangia in Via Sapienza, alle spalle del Vecchio policlinico. La cantina ha oltre cent’anni, genuinità e sapore garantiti.

Trattoria Vini e Cucina dal 1913

Via Piedigrotta, 56 Napoli

La famiglia Liguori cominciò con poco: pasta e fagioli, alici e baccalà fritti. Durante la festa di Piedigrotta (ormai scomparsa) Salvatore Liguori metteva una grossa pentola colma d’olio per friggere le alici sul marciapiede e vendeva i cd. ‘cuppetielli sale e pepe’ per i quali la gente impazziva.

Oggi quelle alici sono le migliori di tutta Napoli. Pulite ogni giorno freschissime da mamma Luisa che poi le frigge nelle padelle nere di una volta (oggi introvabili).