Le periferie di Napoli

Le zone periferiche della città di Napoli, con tutta onestà, sono sempre al centro dell’attenzione mediatica per fatti di cronaca nera o per la bassa qualità di vita. È un argomento delicato. Parlare del negativo bombardamento mediatico dei mass media nazionali, da cui poi i media internazionali attingono notizie, è un discorso articolato che magari svilupperemo sul nostro blog con vari approfondimenti.

In questa sezione, che offre una descrizione rapida di ciò che si può vedere a Napoli, ci tengo molto a sottolineare che le periferie di Napoli non sono solo quelle che vi fanno vedere nei reportage o nelle serie Tv Crime tanto amate dal pubblico internazionale. Io vi invito a visitarle, con sicurezza e serenità, perché potrete vivere un’esperienza unica, vera. Con i vostri occhi capirete come si vive nelle periferie di Napoli e quante cose belle ci siano da vedere.

Qui di seguito vi descrivo la periferia Est: Ponticelli, Barra, San Giovanni a Teduccio, solo la lettura vi sorprenderà…


Barra

La ricchezza storica e paesaggistica di Barra è dovuta al Miglio d’Oro, una zona che collega appunto i quartieri napoletani di Barra e San Giovanni a Torre del Greco passando per San Giorgio a Cremano, Portici ed Ercolano. È definita “d’oro” per la massiccia presenza di splendide ville vesuviane costruite a partire dal 700 quando Carlo di Borbone salito sul trono di Napoli nel 1735 rimase incantato dalla bellezza del paesaggio e dalla mitezza del clima della riviera vesuviana commissionando la costruzione della Reggia di Portici. Il panorama del Golfo di Napoli con vista su Capri, Ischia, e Procida il prestigio della presenza della dimora reale, fece sì che molti altri nobili decisero di trasferirsi lungo il Miglio d'oro facendosi costruire ville e giardini rococò e neoclassici da architetti del calibro di Luigi Vanvitelli> e Ferdinando Fuga.

Le ville vesuviane censite e tutelate dall'Ente ville vesuviane del Miglio d'oro sono 122. A Barra si trovano 11 ville vesuviane del Miglio d’Oro tra cui:

  • Villa Mastellone o Palazzo Mastellone dei Duchi di Limatola
  • Villa De Cristoforo
  • Villa Finizio (dimora del grande archeologo Bernardo Quaranta)
  • Villa Diana

Oltre al fascino della storia il quartiere di Barra offre anche un grande momento di folklore e passione popolare: la "Festa dei gigli". La Festa dei Gigli si tiene ogni anno, durante l'ultima domenica di settembre.

La domenica si ha la "ballata" dei Gigli che percorrono: Corso Sirena (percorso storico fino al 1954), Via Serino, Corso Bruno Buozzi e Via Luigi Martucci (questo circuito rotatorio, dà la possibilità allo spettatore di rimanere fermo ad un posto e veder sfilare davanti a sé tutti i Gigli). La "ballata" inizia verso le ore 11, poi c'è la pausa per il pranzo e termina a notte inoltrata. Non di rado la festa prosegue anche fino alle prime luci dell'alba.


Ponticelli

Con i suoi 75.097 residenti, Ponticelli, è il secondo quartiere più popolato della città. Documenti storici testimoniano la presenza nella zona di antichi insediamenti romani e influenze religiose fenicie venute alla luce negli ultimi anni. Nella prima metà del XIII secolo l'espansione dell'abitato vide anche la costruzione della più antica basilica-santuario vesuviana: la Basilica santuario di Santa Maria della Neve, che in seguito sarà abbellita da un gran numero di opere d'arte.

Dopo il terremoto in Irpinia del 1980 Ponticelli ha accolto in vari rioni gli sfollati provenienti da Napoli e dalla provincia. La povertà successiva al terremoto e la mancanza di lavoro ha portato il quartiere a vivere un lungo periodo di disagio sociale. A distanza di 30 dal terremoto, sia con iniziative pubbliche (l'ospedale del mare, primo project financing sanitario avviato in Italia). che private, il quartiere sta vivendo oggi un piano di riqualificazione urbanistica ed economica. Merita attenzione la bellezza, nascosta e non conosciuta ai tanti, della Basilica di Santa Maria della Neve con particolare riferimento alla prima domenica di agosto di ogni anno dove si celebra la patrona del quartiere, la Madonna della neve.

L’evento è stato riconosciuto quale patrimonio immateriale d’Italia. Visitare Ponticelli vuol dire anche vedere con i propri occhi la rivalutazione artistica del quartiere grazie al Parco dei Murales:
Meta di numerosi turisti e appassionati di street art, nonché sede di laboratori per i bambini e i ragazzi, set per produzioni televisive e cinematografiche e altro ancora che sta lentamente ricreando autostima nei residenti.

Al 2017 sono state realizzate le prime sei grandi opere inserite in ampi programmi sociali e culturali:

  • “Ael. Tutt'egual song' e criature” di Jorit AGOch
  • “A' pazziella ‘n man e' criature” di ZED1
  • “Lo trattenimento de' peccerille” di Mattia Campo Dall'Orto;
  • “Chi è vuluto bene nun s'o scorda” di Rosk&Loste;
  • “‘A Mamm’ ‘e Tutt’ ‘e Mamm'” de La Fille Bertha,
  • ”Je sto vicino a te” di Daniele Nitti.

Le opere hanno ricevuto il supporto misto da enti pubblici, privati e no-profit sia locali sia nazionali.II Parco dei Murales è stato presentato al pubblico diverse volte ed è la prima destinazione di periferia ad essere stata inserita sul portale dell'Aeroporto Internazionale di Napoli - Capodichino.


San Giovanni a Teduccio

La zona di San Giovanni a Teduccio è stata aggregata alla città di Napoli sotto il fascismo. La zona è stata in passato sede della più importante industria conserviera del Mediterraneo, la Cirio e della prima industria ferroviaria in Italia, servendo la tratta Napoli-Portici, col celebre opificio di Pietrarsa. La fabbrica ha cessato la sua attività nel 1975, ma negli anni successivi è stata trasformata in museo ferroviario.

Come per Ponticelli, anche a San Giovanni a Teduccio è in atto una forte riqualificazione del territorio. Infatti non solo troviamo il Museo Ferroviario, ma a San Giovanni con l’Università Federico II vi è il primo centro europeo di sviluppo App IoS di Apple. Oltre all’interesse sul territorio di una multinazionale come Apple per rilanciare artisticamente il quartiere a febbraio 2017 in via Taverna del Ferro, presso il cosiddetto Bronx, l'artista partenopeo Jorit ha realizzato il più grande murale al mondo dedicato a Diego Armando Maradona e intitolato "Diego". Come ha dichiarato l'artista, il murale è stato realizzato per portare bellezza all'interno del quartiere e ha richiamato l'attenzione di importanti testate giornalistiche, reti televisive e dello stesso Maradona.

Ti consiglio di fare il tour delle periferie proprio per vivere di persona le bellezze che questa parte di Napoli offre e per dimostrare che le nostre periferie non sono solo Gomorra!