Le Isole di Napoli

Napoli, oltre ad essere una città ricca di storia, arte e cultura, riesce ad offrirti la possibilità di visitare o passare alcuni giorni al mare ed in completo relax in una delle tre isole principali del Golfo di Napoli.

E quale mix migliore per una vacanza se non quello di alternare visite a complessi e monumenti storici a fantastici bagni in un mare cristallino?

Le isole principali del Golfo di Napoli sono tre:

Capri, Ischia e Procida.

Di seguito una breve descrizione delle principali attrazioni delle tre isole,

se vuoi degli approfondimenti ti invito qui.

Il nostro blog è costantemente aggiornato e ti offrirà non solo spunti su cosa visitare, ma ti darà dettagli tecnici dei singoli monumenti di Napoli

CAPRI

L'isola, inizialmente, era unita alla penisola sorrentina, salvo essere successivamente sommersa in parte dal mare e separata quindi dalla terraferma, dove oggi si trova lo stretto di Bocca Piccola.

La costa è frastagliata con numerose grotte e cale che si alternano a ripide scogliere. Le grotte, nascoste sotto le scogliere, furono utilizzate in epoca romana come ninfei delle sontuose ville che vennero costruite qui durante l'Impero. La più famosa è senza dubbio la Grotta Azzurra, in cui magici effetti luminosi furono descritti da moltissimi scrittori e poeti.

Caratteristici di Capri sono i celebri Faraglioni, tre piccoli isolotti rocciosi a poca distanza dalla riva che creano un effetto scenografico e paesaggistico.

LA GROTTA AZZURRA

La Grotta Azzurra è una cavità naturale lunga circa 60 metri e larga circa 25 . L'ingresso è largo due metri e alto solo uno. Per visitarla bisogna salire su una barchetta a remi, stenditi, lasciati trascinare dal marinaio sotto un arco d'ingresso alto solo un metro. All'inizio vedi solo buio, poi all'improvviso tutto si colorerà di riflessi azzurri e trasparenti mentre tra le pareti di pietra rimbalza l'eco di canzoni napoletane.

I FARAGLIONI

Pensa un attimo a Capri. La prima immagine che ti viene in mente è sicuramente quella dei Faraglioni: tre picchi di roccia che si alzano dal mare a pochi metri dalla costa. Ogni Faraglione ha un nome: il primo unito alla terra si chiama Stella, il secondo, separato dal primo per un tratto di mare, Faraglione di Mezzo ed il terzo Faraglione di Fuori o Scopolo, ossia capo o promontorio sul mare. 

La famosa Lucertola Azzurra dei Faraglioni, la Podarcis sicula coerulea, vive sul Faraglione Scopolo, l'unico luogo dove è possibile trovarla. Si dice che abbia preso questi colori per mimetizzarsi col mare e col cielo. I Faraglioni hanno un'altezza media di 100 metri e nel Faraglione di Mezzo si apre un'arco.

VILLA SAN MICHELE

Villa San Michele è la realizzazione del sogno mediterraneo di un medico e scrittore venuto dalla lontana Svezia. 
Quando arrivò a Capri, nel 1885, Axel Munthe era un giovane medico. Qui trovò la luce che cercava e decise di stabilirsi ad Anacapri realizzando una villa sui resti di un'antica cappella dedicata a San Michele, seguendo pochi schizzi fatti su una parete.

Il risultato fu un complesso articolato su più livelli: lo studio è al primo piano mentre la loggia attraversa pergole e colonne per giungere ad un belvedere circolare che affaccia sul Golfo di Napoli. Nella Villa San Michele sono conservati reperti archeologici recuperati da Munthe a Capri, Anacapri e altrove, a volte donati da amici. Troviamo frammenti di sarcofagi, busti, pavimenti romani, marmi e colonne. Nel giardino c'è una tomba greca e una sfinge in granito domina dal belvedere tutta l'isola di Capri.

GIARDINI DI AUGUSTO E VIA KRUPP

Se si hanno poche ore per visitare Capri e si vuole portare a casa la più classica delle foto con i Faraglioni sullo sfondo allora è d'obbligo la tappa ai Giardini d'Augusto.

Giardini di Augusto sono costituiti da una serie di terrazze di fiorite affacciate da un lato sui Faraglioni di Capri, dall'altro sulla Baia di Marina Piccola e i tornanti di Via Krupp. Intorno la Valle della Certosa, il Monte Tuoro, il Monte Tiberio e il Monte San Michele e le tipiche abitazioni capresi con i soffitti a volta.

Nei primi anni del '900 l'industriale tedesco Friedrich Alfred Krupp, era solito passare le vacanze estive a Capri. L'industriale, appassionato di biologia marina, attraccava con il suo panfilo a Marina Piccola, ma trovava scomodo raggiungere la sua suite al Quisisana. Per questo commissionò all'ingegnere Emilio Mayer una strada che da Marina Piccola si inerpicasse fino alla zona della Certosa di San Giacomo e dei Giardini di Augusto.

L'ingegnere fece tagliò la roccia a vivo e superando un dislivello di circa 100 metri costruì una delle più spettacolari strade del mondo : una serie di tornanti così stretti da sembrare sovrapposti.

ISCHIA

Posta all'estremità settentrionale del golfo di Napoli e a poca distanza dalle isole di Procida e Vivara, Ischia è l’isola più grande del Golfo di Napoli e dopo Sardegna e Sicilia è l’isola più popolata d’italia.

Ricercata località balneare Ischia è famosa al mondo per le sue terme, ma offre ai visitatori anche momenti di riflessione storica e culturale.

MUSEO ARCHEOLOGICO

Nel 1947 Giorgio Buchner e il vulcanologo Alfred Rittman crearono un museo, chiamato Museo dell'Isola d'Ischia, che più tardi sarebbe confluito, assieme ai reperti rinvenuti negli scavi successivi, nel nuovo Museo Archeologico di Pithecusae. Il museo, inaugurato ufficialmente il 17 aprile 1999 ha sede in Villa Arbusto. I principali reperti del museo riguardano i ritrovamenti effettuati a Pithecusa, l'abitato greco fondato nel secondo quarto dell'VIII secolo a.C., scavato da Giorgio Buchner dal 1952.

Molti dei vasi, fra cui la più nota Coppa di Nestore, provengono dalla necropoli della valle di San Montano, utilizzata dalla seconda metà dell'VIII secolo a.C. per quasi mille anni: la celebre coppa può essere infatti annoverata come il primo e più antico esempio di scrittura greca. Si tratta, in realtà, di un epigramma a tre versi inciso in alfabeto euboico, probabilmente riguardante il celebre vaso del Nestore dell'Iliade.

CASTELLO ARAGONESE 

Il Castello Aragonese è una fortificazione che sorge su un'isola tidale di roccia trachitica posto sul versante orientale dell'isola d'Ischia, collegato per mezzo di un ponte in muratura lungo 220 m all'antico Borgo di Celsa, conosciuto come Ischia Ponte

Al castello si accede attraverso un traforo, scavato nella roccia e voluto verso la metà del Quattrocento da Alfonso V d'Aragona. Prima di allora l'accesso era possibile solo via mare attraverso una scala situata sul lato nord dell'isolotto. Il traforo è lungo 400 metri e il percorso è illuminato da alti lucernari che al tempo fungevano anche da "piombatoi" attraverso i quali si lasciava cadere olio bollente, pietre e altri materiali sugli eventuali nemici. Il tratto successivo è una mulattiera che si snoda in salita all'aperto e conduce fino alla sommità dell'isola. Da questa strada si diramano sentieri minori che portano ai vari edifici e giardini. Dagli anni settanta del novecento è anche in funzione un ascensore, il cui percorso è ricavato nella roccia e che raggiunge i 60 metri sul livello del mare.

PROCIDA

«Isola di Arturo» per Elsa Morante, set del film «Il postino» e luogo di ispirazione per tanti scrittori, Procida merita l’attenzione del turismo internazionale per la sua unica e struggente bellezza.

PALAZZO D’AVALOS

Edificio dominante della Terra Murata è il Palazzo d’Avalos, costruito nel ‘500 insieme alle mura dalla famiglia D’Avalos, governatori dell’isola fino al ‘700. Nel 1830 l’edificio fu trasformato in carcere e fu chiuso definitivamente solo nel 1988. L’ex Carcere è costituito dall’intervento urbano cinquecentesco realizzato nel finire del sec. XVI per volere del Cardinale Innico d’Avalos dagli architetti Cavagna e Tortelli e fu Palazzo Signorile e successivamente Palazzo Reale dei Borbone che, nel 1815 lo trasformarono in scuola militare e poi in carcere del Regno con successivi ampliamenti. Il complesso Monumentale è costituito dal Palazzo D’avalos, il cortile, la Caserma delle guardie, l’Edificio delle Celle singole, Edificio dei veterani, la Medicheria, la Casa del Direttore, il tenimento agricolo Spianata. Un sistema unitario ed inscindibile dalla emergenza monumentale rappresentata dal Palazzo d’Avalos che, travalicando l’interesse artistico e storico particolarmente importante per i suoi caratteri peculiari, che ne sanciscono l’appartenenza alla storia dell’architettura rinascimentale, assume anche il valore di testimonianza della storia politica, militare e urbanistica dell’isola. Attualmente il palazzo è visitabile previo prenotazione attraverso il sito web del Comune di Procida.

ABBAZIA DI SAN MICHELE ARCANGELO

Nucleo religioso e culturale del borgo di Terra Murata è l‘ Abbazia di San Michele Arcangelo, una fondazione benedettina che risale al XI secolo, distrutta e ricostruita nei secoli, la cui attuale archittettura è del ‘500. L’imponente complesso abbaziale testimonia il ruolo che aveva in passato quale centro religioso e culturale dell’isola. Dal punto di vista architettonico, è un impianto costituito da molteplici stratificazioni e trasformazioni avvenute nel corso dei secoli; la parte più antica risale al XV secolo sebbene esistono tracce storiche del 1026 che attesta l’esistenza di un monastero in questo stesso luogo. L’Abbazia di San Michele Arcangelo è tra le chiese più prestigiose e ricche del meridione d’Italia. E’ possibile visitare oltre alla chiesa il Presepe permanente composto prevalentemente da antichi pastori di scuola napoletana del XVIII secolo, in legno e terracotta. Vi è un’importante Biblioteca parte del percorso museale, il cui nucleo originario è rappresentato da testi risalenti al XVI secolo: il libro più antico è datato 1534.

MARINA CORRICELLA

Caratteristica, suggestiva e romantica, Marina Corricella è il borgo marinaro più antico di Procida. Disposto ad anfiteatro sul mare e circondato dalle reti adagiate sulla banchina, questo piccolo borgo di pescatori è un rifugio tranquillo e seducente per chi predilige le vacanze all'insegna del relax. L'odore di mare, le stradine caratteristiche, la singolare architettura e l'assenza totale di autoveicoli rendono la Corricella un mondo a parte.

Il porticciolo secentesco è famoso e apprezzato per la sua peculiare architettura: qui è possibile scorgere un intreccio di archi, cupole, finestre, gradinate, logge, scale e facciate variopinte che danno vita a un complesso edilizio più unico che raro per forme, colori e disposizione delle abitazioni.

Com'è facile immaginare, Marina Corricella è raggiungibile solo via mare o attraverso quattro gradinate che disegnano differenti itinerari. La Gradinata del Pennino, agibile da Via San Rocco, e la Gradinata Scura, accessibile invece da Via M. Scotti, rappresentano il percorso principale per arrivare al borgo. Questo tragitto, che tende a biforcarsi creando un tratto a botte con svincoli per le abitazioni situate su diversi livelli, dà l'idea di violare più di una volta la proprietà privata. Dalle estremità del porticciolo è invece possibile risalire il borgo percorrendo altre due gradinate, di cui una termina nei pressi del Santuario di Santa Maria delle Grazie. L'altra, situata sotto il belvedere di Callìa, è il luogo ideale per ammirare l'isola di Capri e il promontorio di Terra Murata.

Infine una tappa obbligata per gli amanti del turismo gastronomico e cinematografico è il Bar Graziella, set di numerose produzioni cinematografiche.

SPIAGGIA DEL POSTINO

Fra le spiagge di Procida una delle più belle è senza dubbio la spiaggia del Pozzo Vecchio, sul versante occidentale dell’isola. Chiamata anche la Spiaggia del Postino, è qui infatti che fu girata una delle scene più intese del celebre film del 1994, quella in cui Mario (Massimo Troisi) e la bella Beatrice (Mariagrazia Cucinotta) si incontrano e si innamorano per la prima volta.

Scendendo per la strada che costeggia il cimitero, caratterizzato da una serie di piccole costruzioni e cupole che richiamano l’architettura tipica isolana, si raggiunge la piccola e accogliente baia a forma di ferro di cavallo, in gran parte spiaggia libera. La sabbia della Spiaggia del Pozzo Vecchio, come tutte le spiagge di Procida, ha un colore scuro, che ne ricorda l’origine vulcanica, una caratteristica che regala allo sguardo un gioco di contrasti unico, rendendo l’azzurro del mare ancor più intenso. 

Una volta stesi al sole, che in questa spiaggia di Procida sembra non tramontare mai, le ore trascorrono lente tra lunghi bagni immersi in un paesaggio naturale incontaminato, romantiche passeggiate e una chiacchierata con gli amici al piccolo bar dello stabilimento, dove ripararsi nei momenti più caldi.