I bassi napoletani

Esperienza unica: ricca di vita e di storia.

Visitare Napoli e non fare una passeggiata tra i quartieri popolari, districarsi tra vicoli e fiancheggiando i bassi napoletani è vedere solo Napoli a metà.

Con lo sventolio del bucato steso ad asciugare sui fili, i panieri abbassati dai piani alti, il profumo del caffè sul fuoco e i suoni e gli schiamazzi provenienti dalle botteghe, il vico rappresenta il cuore dell’anatomia urbana della città.

La vera gioia per i turisti sarà quella di visitare chiese centenarie e piazze storiche passando in queste piccole viuzze, talvolta ampie poco più di un corridoio e lunghe meno di venti metri, ritrovandosi spettatori inconsapevoli della Napoli più intima.
L’impressione sarà quella di essere entrati in un teatro vivente per assistere ad una commedia a cielo aperto.

Se vuoi vivere l’esperienza di visitare i quartieri popolari con una guida ed in gruppo qui trovate varie soluzioni di walking tour e scegliere quello più congeniale alle tue esigenze.

Di seguito la spiegazione del basso napoletano ed i tre vicoli più interessanti della città

Il Basso napoletano

I Bassi, anche noti con il termine napoletano di 'o Vascio sono piccole abitazioni di uno o due vani poste al piano terra, con l'accesso diretto sulla strada.

I bassi, caratteristici di Napoli, ma anche del circondario partenopeo, sono tuttavia considerati espressione di degrado urbanistico e sociale.

Nel corso dei secoli questi luoghi sono stati teatro di tragici avvenimenti nella storia di Napoli come le numerose epidemie di peste e colera per colpa delle cattive condizioni igieniche. Durante l'Unità d'Italia scoppiarono cinque epidemie di colera e il governo sabaudo promosse la legge per il risanamento dei quartieri bassi (Porto, Pendino) per potervi realizzare grandi opere urbanistiche per migliorarvi la salute dei cittadini. Altre epidemie determinate da questi luoghi malsani si presentarono il 1º ottobre 1943.

Durante il fascismo i bassi vennero evacuati, ma furono rioccupati durante la guerra, ed ancora oggi si possono vedere questo tipo di abitazioni anche nei quartieri popolari di nuova costruzione. Oggi è tuttavia diffusa la riconversione in botteghe, cantine, garage; inoltre in molti bassi del centro antico è possibile trovare botole che portano al sottosuolo di Napoli, dove è spesso possibile vedere i preziosi resti greco-romani, rimasti inglobati sotto terra.

Una descrizione dei bassi la offre Matilde Serao, che visse per alcuni anni in un basso di Piazzetta Ecce Homo e li descrive così:

« Case in cui si cucina in uno stambugio, si mangia nella stanza da letto e si muore nella medesima stanza dove altri dormono e mangiano; case i cui sottoscala, pure abitati da gente umana, rassomigliano agli antichi, ora aboliti, carceri criminali della Vicaria »

I tre vicoli di Napoli che non potete perdervi!

La città conta più di 100 vicoli che si intrecciano dal centro storico alle periferie, battezzati con i nomi più strani e inusuali.
Camminando nel ventre di Napoli sarà facile imbattersi nel Vico del Sole, Vico dei Giganti, Vico del Fico al Purgatorio, Vico dei Panettieri, Vico della Pace, Vico delle Zite e tanti altri ancora.

Se siete a Napoli, tre sono i vicoli che proprio non potete perdervi:

1)Il Vicolo di San Gregorio Armeno deve il suo nome alla chiesa omonima che è una delle più antiche di Napoli. È famoso in tutto il mondo perché sede delle botteghe della tradizione presepiale, che ha origine in epoca classica: esisteva nella stradina un tempio dedicato a Cerere, dea romana della fertilità, alla quale i cittadini offrivano come ex voto delle piccolestatuine di terracotta, fabbricate nelle botteghe vicine. La nascita del presepe napoletano è naturalmente molto più tarda e risale alla fine del ‘700.

A San Gregorio è possibile trovarsi in un micro-mondo d’altri tempi, dove antichi mestieri e stili di vita dimenticati tornano a vivere nelle miniature perfette degli artigiani. Accanto alla statua di Gesù Bambino, dei Re Magi e dell’asinello potete trovare anche caricature di personaggi politici, giocatori di calcio, attori, cantanti, allenatori, confezionati per un improbabile e originale presepe natalizio.
Nel 2016, proprio San Gregorio Armeno è stata la passerella scelta da Dolce&Gabbana per l’evento dedicato a Napoli e Sofia Loren.

(come arrivare Metro linea 1: Dante, Università – Metro linea 2: Cavour)


2) Il Vico Scassacocchi è situato nel centro storico di Napoli, tra Via dei Tribunali e Spaccanapoli. Due sono le teorie sull’origine del suo nome: la prima è che un tempo fosse ilvico degli sfasciacarrozze (scassa-cocchi), che vendevano a prezzi stracciati mozzi, balestre, ruote e tutto quello che era possibile riciclare dalle carrozze. La seconda ipotesi vede, invece, l’origine del nome legata al fatto che la sua ampiezza (meno di due metri) avrebbe causato in passato la rottura delle ruote di carri e carrozze. Il vico viene citato anche nel film “Napoli Milionaria” di Eduardo De Filippo, in cui il personaggio di Pasqualino Miele (interpretato da Totò) abita al quinto piano del numero 17 di Vico Scassacocchi.

(come arrivare: Metro linea 1: Dante, Università – Metro linea 2: Cavour)

 

3) Il Vico Freddo a Rua Catalana si trova nella zona portuale della città. É chiamato “vico frisc’” proprio perché non battendovi mai il sole (a causa dei palazzi che lo circondano) ma, godendo del vento del mare, riesce a  mantenere una temperatura umida e fresca persino nelle estati più calde.
Nel 1343 la regina di Napoli Giovanna I d’Angiò, per incentivare il commercio, chiamò in città negozianti e operai di diverse nazionalità, assegnando a ciascuno un quartiere dove poter vivere. Rua Catalana fu, ovviamente, assegnata agli spagnoli. In quest’ultima risiedevano lattonieri, rigattieri e sugherai. Ancora oggi è un quartiere-laboratorio sede di botteghe artigiane della latta e di altri materiali poveri. Dal 1997 l’artista Riccardo Dalisi ha fatto tornare il vico al suo antico splendore, riunendo tutti gli artigiani della zona che hanno dato vita a un museo di arte contemporanea a cielo aperto.

(come arrivare Metro linea 1: Università, Municipio)