Ercolano

Ercolano è famosa nel mondo per gli scavi archeologici della città romana fondata, secondo la leggenda, da Ercole e distrutta dall'eruzione del Vesuvio del 79; insieme a quelli di Pompei e Oplontis, fanno parte dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

Il tratto del Corso Resina che dagli Scavi archeologici arriva fino a Torre del Greco è chiamato Miglio d'Oro per le splendide ville del XVIII secolo allineate ai suoi lati.

Da Ercolano parte la strada che conduce al Gran Cono del Vesuvio per la visita al cratere.

Il Museo Archeologico Virtuale è uno tra i più belli nel suo genere e fonte di conoscenza ed istruzione soprattutto per i più piccoli.

Lasciatemelo dire:

Ercolano è un gioiello dalle potenzialità enormi pronto ad esplodere ed è ancora, inspiegabilmente, fortemente sottovalutato dal flusso turistico.

Di seguito le principali attrazioni da vedere,

se vuoi degli approfondimenti ti invito qui.

Il nostro blog è costantemente aggiornato e ti offrirà non solo spunti su cosa visitare, ma ti darà dettagli tecnici dei singoli monumenti di Napoli

CENNI STORICI

Secondo la leggenda narrata da Dionigi di Alicarnasso, Ercolano venne fondata da Ercole nel 1243 a.C.

Sotto l’impero romano la città divenne un luogo residenziale per l'aristocrazia romana e visse il suo periodo di massimo splendore grazie al tribuno Marco Nonio Balbo, il quale l'abbellì facendo costruire nuovi edifici, come la Basilica, e restaurando altri: nello stesso periodo furono costruiti anche due complessi termali e il Teatro.

Ma la storia di Ercolano è strettamente collegata alle eruzioni del Vesuvio.

Tant’è che fu gravemente danneggiata dal terremoto di Pompei del 62 e poi completamente sepolta a seguito dell'eruzione del Vesuvio del 79.

Nel 1631 il Vesuvio si risvegliò dopo un lunghissimo periodo di quiete e devastò il territorio circostante con ingentissimi danni e mietendo 4.000 vittime. Il territorio di Resìna fu invaso da almeno due colate laviche che si separarono alle spalle del santuario di Pugliano: una andò a riempire il vallone a ovest dell'abitato dove scorreva l'antico fiume e l'altra invase i campi a oriente fino al mare.

Il risveglio del territorio, dopo i fasti romani, avvenne nel diciottesimo secolo quando Re Carlo III di Borbone decise di avviare scavi sistematici mentre in Europa si diffuse a macchia d'olio la fama dell'antica Ercolano che influenzò enormemente la cultura dell'epoca, dando impulso al movimento culturale che fu chiamato Neoclassicismo e alla moda dell'aristocrazia inglese di svolgere il Grand Tour attraverso l'Europa, fino all'Italia e alla Grecia.

Il successo dei ritrovamenti spinse il re a costruire nel 1740 un palazzo reale nelle vicinanze degli scavi di Resina entro i confini del casale di Portici, che da quel momento assunse il titolo di Real Villa di Portici. Nella nuova reggia estiva raccolse i ritrovamenti ercolanesi realizzando in un'ala del palazzo l'Herculanense Museum che apriva per lo stupore e la meraviglia dei suoi ospiti.

Con l'arrivo dei reali a Portici tutta l'aristocrazia della capitale scelse di realizzare sontuose dimore estive lungo la Via Regia delle Calabrie e nelle campagne circostanti, tra Barra, oggi quartiere orientale di Napoli, e Torre del Greco. Ma soprattutto tra Villa de Bisogno a Resina e Palazzo Vallelonga a Torre del Greco la quantità e la qualità degli edifici era tale che quel tratto di strada fu denominato il Miglio d'Oro.

Nel 1839 fu inaugurata la prima ferrovia italiana da Napoli a Portici e nei due anni seguenti fu prolungata in direzione di Castellammare di Stabia attraversando il territorio di Resina lungo tutto il tratto di costa, privandola del litorale sabbioso.

Nel 1845 fu inaugurato il Real Osservatorio Vesuviano, primo osservatorio vulcanologico nel mondo.

Nel 1865 il re Vittorio Emanuele II inaugurò i nuovi scavi a cielo aperto.

Nel 1880 fu inaugurata la Funicolare del Vesuvio che ispirò la canzone Funiculì funiculà divenuta celebre in tutto il mondo.

Nel 1895 a Resina fu inaugurato l'Acquedotto Vesuviano, che traeva le acque dal Serino e le forniva ai comuni vesuviani.

Nel 1904 entrò in funzione il ramo della ferrovia Circumvesuviana che da Napoli conduceva a Torre Annunziata e a Poggiomarino.

Nel 1927 il re Vittorio Emanuele III inaugurò il nuovo ingresso degli Scavi di Ercolano sul Corso Ercolano e furono avviati i lavori per la costruzione di via IV Novembre che collegava il nuovo ingresso alle stazioni della ferrovia Circumvesuviana e della Funicolare del Vesuvio a piazza Pugliano.

Nel 1997 gli Scavi di Ercolano sono inclusi nella Lista del Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco e Il Vesuvio e il Miglio d'Oro sono stati inseriti nella rete mondiale di riserve della biosfera nell'ambito del programma Unesco MAB (Man and Biosphere).

Nel 2005 è stato inaugurato il MAV, il Museo Archeologico Virtuale, nell'edificio restaurato dell'ex mercato coperto comunale ed ex scuola Media Iaccarino.

Scavi archeologici di Ercolano

Gli scavi archeologici di Ercolano hanno restituito i resti dell'antica città di Ercolano, seppellita sotto una coltre di cenerilapilli e fango durante l'eruzione del Vesuvio del 79, insieme a PompeiStabiae ed Oplonti.

Il sito di Ercolano, gestito dalla Soprintendenza Pompei, viene visitato mediamente da trecentomila turisti ogni anno: nel 1997, insieme alle rovine di Pompei ed Oplonti, è entrato a far parte della lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

Nel 2016 gli scavi hanno fatto registrare 437 107 visitatori.

Il tratto distintivo degli Scavi Archeologici di Ercolano risiede in un eccellente stato di conservazione dei beni e dalla tipicità delle case e ville ritrovate. Infatti, la tipica casa di Ercolano si presenta più piccola rispetto a quella di Pompei e grazie alla conversione della città nel suo ultimo periodo in centro di villeggiatura, le abitazioni erano spesso decorate in modo raffinato e sfarzoso, e sovente erano precedute da portici con colonne in laterizio, costruiti a seguito del dannoso terremoto del 62 come misure antisismiche in modo da rinforzare le facciate e sostenere balconi e ballatoi. Altra particolarità era l'assenza nell'atrio dell'impluvium, o comunque questo aveva perso ad Ercolano la sua funzione originale perché quasi tutte le case erano dotate di un proprio pozzo o erano collegate alla rete idrica, entrata in funzione dopo la costruzione dell'acquedotto del Serino.

Da pochi anni è stato realizzato il nuovo accesso agli scavi, con un'ampia area adiacente che comprende un parcheggio a raso e interrato, un'area a verde attrezzato e punti di ristoro e vendita di souvenir. Oltre all'area archeologica, in alcune occasioni opportunamente pubblicizzate sul sito della Soprintendenza Archeologica di Pompei è visitabile il padiglione della barca di Ercolano, ritrovata sull'antico litorale della città.

Dal civico in Corso Resina n. 123 è possibile discendere al Teatro romano di Ercolano; l'accesso è consentito esclusivamente per finalità scientifiche e di studio previa autorizzazione della Direzione degli Scavi di Ercolano e solo 

Museo MAV

Il Museo archeologico virtuale, conosciuto anche con l'acronimo di MAV racconta la vita delle città romane ai piedi del Vesuvio, poco prima dell'eruzione del 79: si tratta, nel suo genere, di uno dei più importanti al mondo.

La nascita del museo risale al 2003, quando venne firmato il protocollo d'intesa per il restauro dell'ex plesso scolastico Iaccarino, da destinare appunto a sede museale: i lavori iniziarono nel 2005 e la struttura venne inaugurata l'8 luglio 2008.

Con una superficie di circa cinquemila metri quadrati, suddivisa in tre livelli, nei primi due anni è stato visitato da oltre duecentomila visitatori, diventando il museo più visto della Campania, superando sia quello archeologico nazionale che quello di Capodimonte a Napoli.

L'obiettivo principale del museo è quello di far scoprire la realtà della vita quotidiana di tutte quelle città che sorgevano alle falde del Vesuvio e che furono distrutte dalla sua furia eruttiva nel 79: mancano al suo interno reperti, basando la visita esclusivamente mediante tecniche di ricostruzioni tridimensionali, effetti multisensoriali, libri virtuali, ologrammi e multiproiezioni sincronizzate, per un totale di settanta installazioni. Un tavolo interattivo, coadiuvato da suoni di voci e grida da mercato, illustra gli usi e costumi della popolazione ercolanense, mentre riproduzioni grafiche permettono di osservare la Villa dei Papiri e la sua ricca biblioteca ed il Foro e la Schola Armaturarum di Pompei, ultima sala del museo ad essere inaugurata nel dicembre 2010. La ricostruzione del Teatro di Ercolano, ancora sepolto sotto una coltre di tufo ed esplorato tramite cunicoli in epoca borbonica, è affidata ad un video wall, un sistema audio ad alta definizione ed un modellino in scala 1:1000: le stesse tecniche vengono utilizzate anche per la ricostruzione delle terme; in un ambiente tridimensionale, chiamato cave, è possibile osservare la ricostruzione di case e giardini non solo di Pompei ed Ercolano, ma anche di StabiaeBaia e Capri.

Il museo è dotato inoltre di una galleria, di circa millecinquecento metri quadrati, dove oltre allo svolgimento di mostre ed eventi, ospita anche una sala di proiezione con uno schermo di ventisei metri e tecnologia 3D, nella quale viene riprodotta l'eruzione del Vesuvio del 79, con l'aggiunta di una piattaforma vibrante per la simulazione di terremoti. La struttura si completa con un auditorium di trecento posti, dotato di uno schermo di dieci metri di lunghezza.

Ville del Miglio d'Oro

Corso Resina, il corso principale della città che collega Ercolano a Napoli, nel tratto che va dagli Scavi di Ercolano al confine con Torre del Greco, è anche denominato Miglio d'Oro, per la presenza di alcune tra le più belle e sfarzose ville vesuviane del XVIII secolo, costruite o abbellite da famosi architetti come Luigi Vanvitelli o Ferdinando Fuga. Tra le più fastose vi sono Villa Aprile (oggi sede del lussuoso Miglio d'Oro Park Hotel), Villa FavoritaVilla CampolietoVilla Ruggiero sedi di eventi culturali, spettacoli e concerti.

Nel 1997 l'area del Miglio d'Oro, insieme al complesso Somma-Vesuvio, è stata inserita nella rete mondiale di riserve della biosferanell'ambito del programma Unesco MAB (Man and Biosphere).

Negli ultimi anni la definizione precisa di Miglio d'Oro è sfumata, in quanto per finalità di promozione turistica e di sviluppo territoriale dei paesi vicini, il concetto di Miglio d'Oro è stato esteso anche ai comuni di Portici e di San Giorgio a Cremano. Sul territorio dei quattro Comuni cosiddetti "del Miglio d'Oro", oltre che su quello dei quartieri napoletani di Barra e San Giovanni a Teduccio, insistono le 121 ville vesuviane del XVIII secolo censite dall'Ente Ville Vesuviane.

Parco nazionale del Vesuvio

Ercolano è uno dei tredici comuni ricadenti nell'area del Parco nazionale, il più piccolo d'Italia. La via di accesso al cratere sale da via San Vito o da via Vesuvio e prosegue per via Osservatorio (12 km dal centro di Ercolano).

Nel 1997 il complesso vulcanico Somma-Vesuvio è stato inserito, insieme all'area del Miglio d'Oro, nella rete mondiale di riserve della biosfera nell'ambito del programma Unesco MAB (Man and Biosphere).

Lungo la strada è situato il museo di arte contemporanea all'aperto "Creator Vesevo" che raccoglie dieci sculture in pietra lavica realizzate da altrettanti artisti italiani ed esteri. Sono visitabili anche i sentieri del Parco nazionale del Vesuvio e il museo dell'Osservatorio Vesuviano.